{"id":975,"date":"2025-08-23T14:13:31","date_gmt":"2025-08-23T14:13:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.barbaramarino.it\/blog\/?p=975"},"modified":"2025-08-23T14:13:31","modified_gmt":"2025-08-23T14:13:31","slug":"il-caso-del-gruppo-facebook-mia-moglie-riflessioni-psicologiche-su-chi-commette-labuso-e-su-chi-lo-subisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.barbaramarino.it\/blog\/il-caso-del-gruppo-facebook-mia-moglie-riflessioni-psicologiche-su-chi-commette-labuso-e-su-chi-lo-subisce\/","title":{"rendered":"Il caso del gruppo Facebook \u201cMia Moglie\u201d: riflessioni psicologiche su chi commette l\u2019abuso e su chi lo subisce"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia della chiusura del gruppo Facebook \u201cMia Moglie\u201d, attivo dal 2019 e arrivato a contare pi\u00f9 di 30.000 membri. All\u2019interno di questo spazio online, uomini \u2013 spesso mariti o partner \u2013 condividevano <strong>foto intime delle proprie mogli<\/strong> senza il loro consenso, accompagnandole con commenti degradanti. La denuncia pubblica dell\u2019attivista Carolina Capria e le successive segnalazioni hanno portato Meta a chiudere il gruppo, ma resta aperto un interrogativo cruciale: cosa porta un uomo a compiere un gesto tanto lesivo e quali conseguenze lascia nelle donne che lo subiscono?<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzare questo fenomeno significa guardare da vicino le dinamiche psicologiche di chi agisce e di chi subisce.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il profilo psicologico dei mariti che condividono immagini intime<\/h3>\n\n\n\n<p>Chi espone la propria partner in un contesto pubblico senza consenso compie un atto di <strong>abuso psicologico<\/strong>. Alla base c\u2019\u00e8 spesso un bisogno di potere e controllo: la donna non \u00e8 pi\u00f9 vista come persona, ma come \u201coggetto\u201d da esibire, una sorta di trofeo che conferma la propria virilit\u00e0 davanti ad altri uomini. A ci\u00f2 si aggiunge una ricerca di approvazione maschile: far parte di un gruppo in cui ci si scambia immagini diventa un modo per sentirsi riconosciuti, per rafforzare un senso di appartenenza distorto.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a queste dinamiche, emerge una profonda mancanza di empatia. L\u2019uomo che condivide non tiene conto delle emozioni della moglie, non riesce a immaginare il dolore che pu\u00f2 provare, oppure sceglie deliberatamente di ignorarlo. In molti casi si attivano <strong>distorsioni cognitive<\/strong>: \u201cnon \u00e8 un tradimento\u201d, \u201ctanto \u00e8 solo online\u201d, \u201cnessuno sapr\u00e0 che \u00e8 lei\u201d. Queste giustificazioni hanno il solo scopo di ridurre il senso di colpa e mantenere in piedi comportamenti che, nella realt\u00e0, rappresentano una vera e propria forma di violenza digitale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le ferite psicologiche per la vittima<\/h3>\n\n\n\n<p>Per la donna che subisce questa esposizione, le conseguenze sono profonde. La ferita non riguarda soltanto la violazione della privacy, ma il tradimento della fiducia da parte della persona a cui si \u00e8 legati pi\u00f9 intimamente. Molte donne descrivono sentimenti di vergogna, umiliazione e colpa, nonostante la responsabilit\u00e0 sia esclusivamente dell\u2019abusante. \u00c8 comune lo sviluppo di ansia e ipervigilanza: il timore che altre foto possano essere diffuse genera un senso costante di insicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano dell\u2019identit\u00e0, queste esperienze intaccano l\u2019autostima e la percezione del proprio valore personale. Non \u00e8 raro che si manifestino sintomi assimilabili a un <strong>trauma post-traumatico<\/strong>, con difficolt\u00e0 a fidarsi nuovamente di un partner, a vivere serenamente la propria sessualit\u00e0, o a sentirsi sicure nello spazio sociale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come affrontare il trauma<\/h3>\n\n\n\n<p>Uscire da un\u2019esperienza simile richiede tempo e supporto. Un primo passo \u00e8 riconoscere che la responsabilit\u00e0 non \u00e8 mai della vittima: la colpa \u00e8 di chi compie l\u2019atto, non di chi si \u00e8 fidata. Un percorso psicoterapeutico pu\u00f2 aiutare a elaborare la rabbia e il dolore, a ricostruire la fiducia in s\u00e9 e negli altri, e a ritrovare un senso di sicurezza. \u00c8 importante inoltre cercare supporto in una rete sociale significativa \u2013 familiari, amici, gruppi dedicati \u2013 per non rimanere isolate.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto all\u2019aspetto psicologico, c\u2019\u00e8 quello legale: in Italia la condivisione non consensuale di immagini intime \u00e8 un reato punito severamente. Sporgere denuncia significa non solo difendere s\u00e9 stesse, ma anche contribuire a interrompere la catena di violenza che spesso si riproduce su nuove piattaforme.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, percorsi di <strong>empowerment personale<\/strong> come la mindfulness, la scrittura terapeutica o attivit\u00e0 che rafforzano la consapevolezza corporea possono diventare strumenti preziosi per recuperare il controllo e la dignit\u00e0 dopo un abuso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Il caso del gruppo Facebook \u201cMia Moglie\u201d ci ricorda che la violenza di genere assume forme nuove e digitali, ma resta radicata nelle stesse logiche di dominio e disprezzo. Esporre una partner senza consenso non \u00e8 un gioco, non \u00e8 un eccesso di confidenza: \u00e8 un atto di abuso con conseguenze gravi sul piano emotivo e relazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La psicologia ha un ruolo importante: offrire strumenti di comprensione, percorsi di cura e spazi sicuri dove le vittime possano ritrovare se stesse. La denuncia, il sostegno e la ricostruzione sono i tre pilastri per trasformare il dolore in un nuovo punto di partenza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><br>Sono Barbara Marino, psicologa con approccio cognitivo-comportamentale, e lavoro con persone che desiderano affrontare l\u2019ansia e migliorare la qualit\u00e0 della loro vita. Nel mio studio a Torino offro:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Ascolto senza giudizio<\/li>\n\n\n\n<li>Percorsi personalizzati basati su tecniche scientificamente validate<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Se vuoi saperne di pi\u00f9 o prenotare un colloquio, contattami: il primo passo verso una vita pi\u00f9 serena inizia da qui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia della chiusura del gruppo Facebook \u201cMia Moglie\u201d, attivo dal 2019 e arrivato 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