L'autismo è un disturbo del neurosviluppo con esordio nei primi anni di vita che coinvolge linguaggio, socialità e comunicazione. Il disturbo è caratterizzato da interessi ristretti e comportamenti ripetitivi.
Le sue caratteristiche cliniche principali sono:

Le cause dell'autismo, oggi, sono ancora sconosciute. La comunità scientifica è comunque concorde nell'affermare che esse possano essere genetiche, neurobiologiche e ambientali.

Anche se mancano evidenze scientifiche a supporto, per fattori di rischio ambientali, invece, si intendono eventi che potrebbero incidere sulla comparsa dell'autismo come:

L'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo sono molto frequenti:
la prevalenza assodata a livello internazionale è di circa un bambino ogni 150 anche se recentemente alcuni studi nord americani hanno riportato delle stime ancora più alte (1 bambino ogni 44).
Sono disturbi più diffusi fra i maschi (3-4 volte di più rispetto alle femmine), ma non sono state rilevate differenze tra le diverse etnie e condizioni sociali.

Per effettuare una diagnosi accurata c'è bisogno di una visita specialistica che si avvalga di strumenti clinici standardizzati a livello internazionale. Le figure competenti nella diagnosi di autismo sono lo psicologo (con una formazione specifica) e il neuropsichiatra.

L'autismo non è una malattia;è piuttosto una neurodivergenza con manifestazione sintomatologica eterogenea e non esiste perciò alcun farmaco capace di curarlo.
Ci sono farmaci che, se usati in modo appropriato, possono controllare alcuni sintomi.
Sono tuttavia altamente consigliati i seguenti trattamenti specifici:

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tabella indicatori autismo in base all'età

Esistono degli indicatori che permettono di evidenziare la possibile insorgenza della problematica autistica , alcuni sono collegati con alta probabilità alla diagnosi di autismo (indicatori primari); mentre altri invece possono essere considerati come caratteristiche secondarie che si presentano insieme (in comorbidità) con il disturbo, ma che possono essere assenti o non significativamente problematici nel quadro di sviluppo del bambino (indicatori secondi).

  • Mancanza di interesse ed evidente difficoltà ad interagire con altri bambini
  • Difficoltà nel modulare il contatto oculare utilizzandolo con una finalità comunicativa
  • Preferenza a rimanere solo, isolato specialmente in ambienti sociali
  • Pianto improvviso, intenso e troppo lungo
  • Utilizzo di oggetti in modo ripetitivo e ossessivo in maniera non finalizzata e disfunzionale
  • Ristrettezza nella scelta di giochi da utilizzare e attaccamento esagerato sempre agli stessi 2-3 oggetti
  • Scarsa creatività nel gioco e mancanza di sviluppo del gioco simbolico
  • Insistenza sulla costanza e resistenza al cambiamento
  • Gioco bizzarro mantenuto nel tempo e mancanza di gioco funzionale
  • Mancanza di reciprocità nella condivisione delle emozioni
  • Mancanza di gestualità (indicare, mostrare, salutare)
  • Qualunque perdita di qualsiasi abilità linguistica o sociale ad ogni età
  • Manifestazioni di riso inappropriate
  • Evidente eccesso o estrema scarsità di attività fisica
  • Mancanza di reale paura dei pericoli
  • Mancanza di lallazione (il balbettio del bambino che impara a parlare) entro i 12 mesi
  • Nessuna parola entro i 16 mesi
  • Mancanza di risposta a istruzioni semplici (vieni qui, dammi la palla, siediti etc.)
  • Episodi di ansia-collera (capricci) senza apparente motivo
  • Ecolalia (ripetizione di parole o frasi in maniera a-contestuale, cioè non collegata alla situazione, in luogo di linguaggio usato in maniera funzionale)
  • Abilità grosso e fino-motorie incongrue (per esempio: non giocare a palla ma essere particolarmente abile nelle costruzioni)
  • Scarsa tolleranza alla frustrazione
  • Disturbi del sonno
  • Anomalie sensoriali legate ad una ipo o iper sensibilità delle diverse modalità sensoriali
  • Selettività alimentare verso caratteristiche del cibo legate alla forma, colore, odore e consistenza
Contatti: +39 329 4191733
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Studio Corso Traiano 24/10, Torino