Terapia autismo ABA Torino

Psicologa e Psicodiagnosta
Terapia ABA per Autismo in Torino

Barbara Marino

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Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Autismo: una definizione

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo con esordio nei primi anni di vita che coinvolge linguaggio, socialità e comunicazione. Il disturbo è caratterizzato da interessi ristretti e comportamenti ripetitivi.
Le sue caratteristiche cliniche principali sono:

Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Cause e segnali

Le cause dell'autismo, oggi, sono ancora sconosciute. La comunità scientifica è comunque concorde nell'affermare che esse possano essere genetiche, neurobiologiche e ambientali.

  • La familiarità: spesso il disturbo viene riscontrato in membri della famiglia della persona autistica.
  • Malattie genetiche come la sindrome di Rett o quella di Angelman e la sclerosi tuberosa. L'autismo, spesso, può presentarsi in comorbilità con disturbi dell'apprendimento come dislessia e discalculia, l'ADHD, la sindrome di Tourette, l'epilessia, il disturbo ossessivo-compulsivo, la depressione, il disturbo bipolare, i disturbi del sonno.
  • Il disturbo dello spettro autistico può manifestarsi in seguito alla nascita di neuroni anomali che non riescono a creare giuste connessioni con le altre cellule nervose del cervello. Questo potrebbe provocare uno scorretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Le reti neuronali si formano soprattutto durante la fase di sviluppo fetale, per questo si ipotizza che la causa di questo disturbo sia dovuta a una combinazione tra fattori genetici e alterazioni congenite.

Anche se mancano evidenze scientifiche a supporto, per fattori di rischio ambientali, invece, si intendono eventi che potrebbero incidere sulla comparsa dell'autismo come:

  • Parto prematuro
  • Abuso di alcool e farmaci da parte della madre durante la gravidanza
  • Età avanzata dei genitori al momento del concepimento.
  • Eventuali infezioni contratte dalla mamma durante il periodo di gestazione
  • Esposizione del feto ad inquinamento continuo

Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Quanto è frequente l'autismo?

L'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo sono molto frequenti:
la prevalenza assodata a livello internazionale è di circa un bambino ogni 150 anche se recentemente alcuni studi nord americani hanno riportato delle stime ancora più alte (1 bambino ogni 44).
Sono disturbi più diffusi fra i maschi (3-4 volte di più rispetto alle femmine), ma non sono state rilevate differenze tra le diverse etnie e condizioni sociali.

Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Come si diagnostica l'autismo?

Per effettuare una diagnosi accurata c'è bisogno di una visita specialistica che si avvalga di strumenti clinici standardizzati a livello internazionale. Le figure competenti nella diagnosi di autismo sono lo psicologo (con una formazione specifica) e il neuropsichiatra.

Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Come si cura l'autismo?

L'autismo non è una malattia;è piuttosto una neurodivergenza con manifestazione sintomatologica eterogenea e non esiste perciò alcun farmaco capace di curarlo.
Ci sono farmaci che, se usati in modo appropriato, possono controllare alcuni sintomi.
Sono tuttavia altamente consigliati i seguenti trattamenti specifici:

Il disturbo dello spettro dell'autismo:

Quali sono i segnali precoci dell'autismo?

tabella indicatori autismo in base all'età

Gli indicatori dello spettro dell'autismo

Gli indicatori dello spettro dell'autismo

  • Mancanza di interesse ed evidente difficoltà ad interagire con altri bambini
  • Difficoltà nel modulare il contatto oculare utilizzandolo con una finalità comunicativa
  • Preferenza a rimanere solo, isolato specialmente in ambienti sociali
  • Pianto improvviso, intenso e troppo lungo
  • Utilizzo di oggetti in modo ripetitivo e ossessivo in maniera non finalizzata e disfunzionale
  • Ristrettezza nella scelta di giochi da utilizzare e attaccamento esagerato sempre agli stessi 2-3 oggetti
  • Scarsa creatività nel gioco e mancanza di sviluppo del gioco simbolico
  • Insistenza sulla costanza e resistenza al cambiamento
  • Gioco bizzarro mantenuto nel tempo e mancanza di gioco funzionale
  • Mancanza di reciprocità nella condivisione delle emozioni
  • Mancanza di gestualità (indicare, mostrare, salutare)
  • Qualunque perdita di qualsiasi abilità linguistica o sociale ad ogni età
  • Manifestazioni di riso inappropriate
  • Evidente eccesso o estrema scarsità di attività fisica
  • Mancanza di reale paura dei pericoli
  • Mancanza di lallazione (il balbettio del bambino che impara a parlare) entro i 12 mesi
  • Nessuna parola entro i 16 mesi
  • Mancanza di risposta a istruzioni semplici (vieni qui, dammi la palla, siediti etc.)
  • Episodi di ansia-collera (capricci) senza apparente motivo
  • Ecolalia (ripetizione di parole o frasi in maniera a-contestuale, cioè non collegata alla situazione, in luogo di linguaggio usato in maniera funzionale)
  • Abilità grosso e fino-motorie incongrue (per esempio: non giocare a palla ma essere particolarmente abile nelle costruzioni)
  • Scarsa tolleranza alla frustrazione
  • Disturbi del sonno
  • Anomalie sensoriali legate ad una ipo o iper sensibilità delle diverse modalità sensoriali
  • Selettività alimentare verso caratteristiche del cibo legate alla forma, colore, odore e consistenza

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